#03: TIPI DI SEGNALE ANALOGICO pt.1

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Dopo aver esaminato le caratteristiche fisiche del suono abbiamo parlato del trasduttore, e di come un fenomico fisico si trasformi in uno elettrico. E’ questo segnale elettrico che trasporta tutte le informazioni relative al suono, e su di esso andremo ad agire durante il mixaggio, tramite i processori d’effetto.

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E’ bene capire tutte le caratteristiche di questo segnale, per averne pieno controllo durante la post prduzione de tuo brano.
I segnali elettrici non sono tutti uguali e subiscono una prima divisione in base all’intensità dela corrente elettrica che li caratterizza, il voltaggio (V).

 

 

 Vengono divisi in:
1.SEGNALE MICROFONICO : Generato da dispositivi passivi (per esempio il microfono dinamico), E’ un segnale molto debole, dell’ordine di grandezza dei millivolt. (0 < V < 0.075)

 

2.SEGNALE DI LINEA: Generato da dispositivi attivi (che necessitano di un alimentazione), è un segnale più forte rispetto al microfonico, dell’ordine dei volt. (0,075 < V < 24,5)

 

3.SEGNALE DI POTENZA Scaturisce da amplificatori,  detti di potenza. Il segnale di linea non ha infatti l’intensità  necessaria per alimentare il diffusore (le casse!), quindi si necessita di un dispositivo che trasformi il segnale di linea in potenza.
Questo segnale è caratterizzato da un voltaggio superiore (24,5 < V < 100), e porta con se una grande quantità di corrente (flusso di elettroni).
Questi tre tipi di segnale possono essere a loro volta divisi in due tipologie (bilanciato o sbilanciato) in base alla loro risposta alle interferenze esterne.

 

Anche i disturbi e le interferenze sono di due tipi: 
– elettromagnetici (dovuti al magnetismo)
– elettrostatici (dovuti all’elettricità).
Quando il disturbo entra nel cavo diventa ascoltabile in audio..

 

 

Il segnale microfonico ha una forte tendenza a raccattare i disturbi, in quanto l’interferenza è dell’ordine dei millivolt e risulta quindi molto percettibile.
Il segnale di linea è talmente alto (dell’ordine dei volt) che non risente di interferenze esterne (dell’ordine dei millivolt).
Il segnale di potenza, a maggior ragione, non risente del disturbo in quanto è troppo forte rispetto al disturbo stesso.
Il rapporto tra segnale e disturbo viene definito rapporto segnale-rumore, e più il risultato è alto, più il segnale sarà pulito.

 

Spiegare la differenza tra un segnale bilanciato ed uno sbilanciato richiede un capitolo a sè, e sarà il prossimo argomento trattato.
Per ora concentratevi su questa prima parte, e vi basti sapere che il segnale bilanciato altro non è che un bell’escamotage per rendere il segnale eletrico (la nostra musica) immune alle interferenze.

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#02: CATENA SONORA ELETTRONICA E TRASDUTTORE

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Nel capitolo precedente abbiamo capito come si propaga il suono e le principali caratterstiche fiisiche dell”onda sonora.
Quando vengono introdotti  dispositivi in grado di captare, elaborare e diffondere tale onda, parliamo di catena sonora elettronica.

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Le tappe che il suono percorre in una catena eletronica  sono:

– Sorgente sonora
– Trasduttore
– Mixer e Outboard
– Diffusione o Registrazione 
– Ascoltatore

Riguardo a come nasce il suono, abbiamo già eloquentemente parlato, affrontiamo ora quindi il primo dispositivo che l’onda sonora si trova innanzi in una catena elettronica, il trasduttore, di cui il microfono dinamico è un chiaro esempio.

 

 

Il trasduttore è un dispositivo che trasduce (trasforma) un fenomeno in un altro.
Il microfono dinamico è il trasduttore per eccellenza in quanto trasforma un fenomeno acustico in elettrico. E’ un dispositivo passivo (significa che non necessita di alimentazione) il cui cuore è la capsula, a sua volta composta da tre elementi: membrana, bobina e magnete.

 

La membrana è la parte sensibile che simula il timpano umano, e trasmette la vibrazione che riceve alla bobina, un insieme di spire di materiale conduttore avvolte attorno al magnete.
Vibrando ne modifica il campo magnetico, creando quindi una tensione elettrica (in quanto movimento + magnetismo = elettricità)

 

Il pick up (quei”cerchietti metallici che si trovano sotto alle corde della chitarra) è un altro tipo di trasduttore, sempre passivo e tipico delle chitarre. La parte metallica visibile altro non è che la sommità del magnete, che è attaccato alla bobina. Quando la corda vibra modifica il campo magnetico.

 

 

 

Entrambi questi trasduttori generano un segnale microfonico in quanto dispositivi passivi.
A questo punto, in men che non si dica abbiamo trasformato il suono in energia elettrica, ma prima di metterci a “giocare” e “manipolare” è opportuno fare una distinzione tra i tipi di segnali elettrici che ci troveremo a gestire. Il tutto, ovviamente, nel prossimo capitolo.
Ciao!

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