#12 SINTETIZZATORE: OSCILLATORE A BASSA FREQUENZA (LFO)

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Il modulo di cui parliamo oggi è, a livello creativo, uno dei più importanti.
A causa è nelle sue molteplici applicazioni è alla base di effetti come vibrato, tremolo e whawha: oggi finalmente ne capirai a pieno il funzionamento.
Parliamo dell’ LFO, un oscillatore a bassa frequenza, appartenente alla categoria dei controlli.

Il suo compito è quindi impartire ordini ad altri moduli, come  VCA, VCO e VCF.

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Lavora principalmente al di sotto delle frequenza udibili (sotto i 20hz), ma il suo è un segnale di controllo e il suo scopo non è di essere ascoltato, ma di agire su parametri del modulo a cui lo applicheremo.
Essendo un oscillatore, genera un segnale periodico e sposta ciclicamente un determinato parametro tra due valori.

Le regolazioni su cui possiamo agire sull’ LFO sono due:

 

– Velocità dell’oscillatore:  nel tuo synth può chiamarsi frequency, speed  o rate e oscilla generalmente tra 0,1 fino a 18/20/30 hz.

– Forma d’onda:
Abbiamo già parlato delle forme d’onda e prima di leggere quanto segue consigliamo un veloce ripasso.
Nell’ LFO la forma d’onda viene utilizzata come un controllo e in base a quale scegliamo, non otteniamo variazioni di timbro ma modificazione dell’andamento impartito al parametro.
I risultati ottenuti con la sinusoide e la triangolare sono molto simili in quanto offrono un andamento graduale, e sono le più utilizzate.
La dente di sega è utilizzata sia normale che capovolta, offrendo una salita istantanea seguita dalla discesa graduale di un parametro.
Nell’andamento della quadra abbiamo un alternanza di due valori, in quanto il parametro viene alzato ed abbassato senza valori intermedi.
Veniamo agli esempi, che chiariranno ogni dubbio.
 
Applicando LFO al VCO ottengo il vibrato, ovvero una variazione ciclica dall’altezza (la nota) ad una velocità elevata (da 4 a 6 cicli al secondo). 
 
Applicando LFO al VCA ottengo il tremolo ovvero una variazione periodica dell’ampiezza (del volume)

Collegando LFO al VCF ottengo il wha- wha ovvero una variazione ciclica del timbro.
 

Potete sperimentare quanto spiegato con questa riproduzione virtuale di un synth analogico.

Nel prossimo episodio parleremo del Noise Generator, fondamentale per la creazione suoni percussivi e ell’effettistica in generale.
Ci vediamo lì!

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#11 SINTETIZZATORE: I FILTRI (VCF)

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Ora che abbiamo chiarito i concetti di parziali e armoniche, possiamo definire “filtro” come qualcosa che agisce in maniera sottrativa sul segnale sorgente, attenuando determinate parziali.
Daremo per scontate alcune conoscenze riguardo lo spettro, per cui consigliamo un ripasso del capitolo sulle forme d’onda, specie nella sua parte finale. 
Oggi, oltre a spiegare in maniera intuitiva come agiscono i filtri,  ci concentreremo sui parametri di intervento comuni a tutti i synth.

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In questo caso il modulo che ci interessa, appartenente alla categoria dei modificatori, si chiama VCF (voltage controlled filter) e di seguito ne spiegheremo il funzionamento, con tanto di parametri comuni ai vari sintetizzatori.
Il VCF si basa sulla presenza di quattro tipi di filtro: due primari (low pass / hi pass) e due composti (band pass / band reject):

 

 

Low Pass non permette alle alte frequenze di essere riprodotte, lasciando passare soltanto i bassi.

 

 

 

High Pass svolge la funzione opposta bloccando le frequenze basse e permettendo la riproduzione di quelle alte.

 

Band  Pass è ottenuto dal collegamento in serie dei filtri precedenti e permette una riduzione di alte e basse frequenze.

 

 

 

Band Reject (o Notch) è ottenuto tramite un collegamento in parallelo e da luogo ad un attenuamento delle parziali intermedie dello spettro.

Il parametro fondamentale, comune a tutti i sintetizzatori è  Frequency (frequenza di taglio) ed indica da che frequenza ha origine l’attenuamento.
Solitamente nei sintetizzatori il parametro Q/Slope (pendenza)  indica quanto l’intervento del filtro è ripido, e si misura in decibels di attenuazione per ottava, o poli. 
Ogni polo corrisponde a 6 decibel, e per darti un idea attenuare di 6dB equivale a dimezzare l’ampiezza della orma d’onda (il volume).

Un altro importante parametro è Resonance Peak, una manopola/potenziometro di tipo continuo che crea un’enfatizzazione delle parziali vicine alla frequenza di taglio.

Se portiamo la risonanza a livelli massimi il filtro entra in auto oscillazione generando una forma d’onda sinusoidale pari alla frequenza di taglio.

 

ESEMPIO:
con il filtro High Pass, impostiamo la frequenza di taglio a 10.000hz, con una pendenza di 12dB per ottava. Con questo settaggio, a 5000hz avremo una riduzione di 12dB, mentre a 2500hz di 24db e così via.

 

La gran parte dei  sintetizzatori lavora in sintesi sottrattiva, perchè il filtro attenua o toglie le parziali Le forme d’onda più utili al fine sottrattivo sono quelle con più parziali (quadra e dente di sega).
Con le conoscenze finora acquisite e con questa riproduzione virtuale di un sinth, puoi cominciare a creare i tuoi suoni partendo da un semplice segnale elettrico.

Nel prossimo capitolo parleremo dell’ oscillatore a bassa frequenza, modulo per eccellenza tra i controlli e che ci apre la strada a infinite possibilità.

 

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